Due parole sono d’obbligo per spiegare le origini di questo piatto è il piatto che più mi ricorda la mia infanzia, è tipico dell’Ogliastra la zona della Sardegna dove io sono nata. Ogni famiglia ha la sua versione, oggi io condivido con voi quella che da generazioni si tramanda nella mia. Io l’ho insegnata a mia figlia, in modo che gli usi e le tradizioni non vadano persi. Nel mio paese è tradizione preparare questo piatto il 2 Novembre. La leggenda vuole che in quel giorno le “anime” dei defunti tornino in terra per cibarsi di culurgionis.
Per 4 persone
Condimento: pecorino sardo stagionato o sugo di pomodoro
Per il ripieno:
- 1 kg di patate vecchie a pasta bianca
- mezzo bicchiere di olio evo
- (o 200g di grasso di maiale sciolto)
- 200g di formaggio dolce sardo fresco
- 150g di formaggio salamoiato
- 2 spicchi d’aglio
- una bella spolverata di menta secca
- sale q.b.( in certe famiglie, al posto della menta usano pepe nero macinato al momento)
Per la sfoglia:
- 300gr di farina di semola di grano duro
- acqua calda quanto basta

Preparazione:
1. mettete a cuocere le patate in una capiente pentola, con la buccia e senza sale. Una volta cotte passatele allo schiacciapatate e riducetele in purè.
2. aggiungete alle patate il formaggio salamoiato grattugiato, la menta sbriciolata, tritate finemente l’aglio privato dell’anima e mettetelo con gli altri ingredienti dove avrete ricavato al centro una specie di fontana
3. scaldate molto bene l’olio e versatelo subito sopra l’aglio.
4. aggiungete il dolce sardo anch’esso grattugiato, amalgamate bene il tutto e a questo punto controllate la sapidità, se serve aggiungete sale. Il ripieno può attendere, passiamo alla sfoglia.
Per la sfoglia:
1. Impastate la farina e lavoratela a lungo, fino a che risulta elastica, (almeno 20 minuti, se avete l’impastatrice usate quella) deve essere un impasto abbastanza consistente perché si ammorbidirà durante il riposo
2. Avvolgetela a palla in una pellicola e fatela riposare30 minuti sotto una pentola.
3. passato il riposo tirate la sfoglia, non deve essere sottilissima, ma neanche tanto spessa.
4. Con un coppa-pasta ricavate man mano dei dischetti, mettete al centro di ogni dischetto un po’ di ripieno e chiudeteli pizzicando i bordi in modo da formare una spiga. (vedi foto) Se questa operazione fosse per voi difficoltosa chiudeteli pure con la rotella, continuate fino a chiuderli tutti.
5. In una capiente pentola cuoceteli in abbondante acqua salata, a piccolo bollore, scolateli con un mestolo forato, adagiateli in un piatto da portata e spolverizzateli con abbondante pecorino sardo grattugiato, o, se voi preferite con un sugo di pomodoro.
Ricetta di Clelia Dessì





Sono una bontà!Li ho mangiati in terra sarda ed è stato amore al primo assaggio.
Sono una bontà!Li ho mangiati in terra sarda ed è stato amore al primo assaggio.
Grazie! è vero, chi li assaggia………. non li lascia più!
ciao, Clelia
l’ottava meraviglia del mondo, favolosi, quasi 1 opera d’arte, visto come sono chiusi!
Grazie! Non ci vuole molto, un po’ di manualità e ………. passione per la buona cucina! Continua a seguirmi.
Cara simpatica e bravissima amica,resuscitano anche negli altri giorni dell’anno…è garantito!
Hai ragione! forse è proprio per questo che è nata la leggenda. Presumo che tu li abbia assaggiati, ed è sicuro che chi li assaggia una volta…….. non li lascia più! Grazie, Clelia
Sono per metà sarda e le tue ricette sono meravigliose!
Una cosa: cos’è il formaggio salamoiato?
Grazie!
Ciao Margherita,
il formaggio salamoiato è un formaggio tipico di alcune zone della sardegna, in sardo detto” casu de fita”, è un formaggio di capra che si usa anche per fare ottimi minestroni. Si può sostituire con formaggio feta, cospasso di abbondante sale grosso due giorni prima dell’uso e lavato in acqua fredda prima di usarlo. grazie del complimento e……… continua a seguirmi!